L’ansia, un disagio emozionale

@tommasosimona News 0 Commenti

Se cerchiamo su wikipedia, ecco cosa troviamo a proposito dell’ansia:

“…L’ansia è uno stato psichico, prevalentemente cosciente, di un individuo caratterizzato da una sensazione di preoccupazione o paura, più o meno intensa e duratura, che può essere connessa o meno ad uno stimolo specifico immediatamente individuabile (interno o esterno)ovvero una mancata risposta di adattamento dell’organismo ad una qualunque, determinata e soggettiva fonte di stress per l’individuo stesso…”

Generalmente, alla base di questo meccanismo “compensatorio” si possono celare traumi irrisolti che, pertanto, si ripresentano attraverso scelte scorrette oppure uno stile di vita poco incline a soddisfare le nostre aspettative, o semplicemente un’ inconsapevole volontà di boicottarci!

Ma all’origine di tutto vi è fondamentalmente una scarsa consapevolezza di sé e di quanto ci circonda. Sicuramente la situazione attuale non è di aiuto ma la chiave di volta è rappresentata dal raggiungimento di un equilibrio che, solo, può garantire una migliore qualità della nostra vita.

Non possiamo modificare la realtà, né credo sia un sano suggerimento quello di adattarci ad un quotidiano che ormai di sano conserva ben poco. I ritmi incalzanti, il timore di non essere all’altezza delle nostre aspettative, il clima di incertezza e costante “paura del domani” al quale ci costringono, influisce sui nostri stati d’animo, aumentando quel senso di precarietà che ci destabilizza.

Per quanto compete a noi, operatori olistici, sicuramente un valido aiuto può venire dalla fitoterapia e dalla floriterapia, nonché da altre discipline collaterali, che insegnano alcune tecniche per la gestione dello stress e delle emozioni ad esso connesse.

Nel primo caso possiamo proporre alcuni rimedi da assumere come tisana oppure in altre modalità estrattive: gemmo derivato, estratto idroalcolico o estratto secco, che possono fornire un supporto al trattamento dell’ansia. Parliamo di rimedi “sintomatici”, assolutamente non invasivi, tuttavia, a mio avviso, sarebbe sempre opportuno approfondirne le cause scatenanti. Piante come il tiglio, la passiflora, la melissa, la lavanda, il biancospino ed altre, possono essere opportunamente miscelate a seconda della situazione personale e accompagnate da un’integrazione di magnesio, molto utile in tutti i casi in cui l’ansia si accompagna a stati di tensione costante, sonno disturbato e alterazioni dell’umore.

Diversamente, la floriterapia rappresenta un valido strumento per comprendere le motivazioni all’origine di questo disturbo che, nel tempo, può arrivare a cronicizzarsi, sviluppando un corollario di sintomi secondari, altrettanto invasivi .

Non è un caso, infatti, che emicranie, dolori articolari e soprattutto disturbi a carico del sistema digerente e dell’apparato gastrointestinale siano oggi tanto diffusi. E molto spesso, quando i sintomi diventano insopportabili e difficili da gestire, molti si rivolgono al proprio medico per cercare conforto in analgesici e anti infiammatori, che, se pur utili, alla lunga, consumati senza criterio, perdono la loro efficacia e soprattutto creano altri problemi a carico del nostro organismo.

Il floriterapico prendendo in considerazione la persona piuttosto che il disagio, sostiene le sue reali capacità di risoluzione del problema. Ciò non esclude la possibilità di intraprendere un percorso psicoterapico che sicuramente verrebbe potenziato dall’azione sinergica dei rimedi naturali.

Le essenze floreali si pongono come potenti catalizzatori che aiutano le persone ad “auto guarirsi” consentendogli di volgere lo sguardo verso se stesse per comprendere il loro piano di vita, nonché lo scopo e la direzione della propria esistenza.

Infondono il coraggio e la fiducia necessari per perseguire tale piano. Malattie, disturbi e problemi emotivi indicano, infatti, solo un allontanamento dal proprio percorso.

I fiori ci aiutano a ritornare sulla nostra strada, ci supportano nell’elaborazione e nella soluzione di problemi e squilibri, contribuiscono a svelare la ragione per cui sono sopraggiunte queste difficoltà e cosa possiamo fare per superarle, liberando le nostre qualità innate.

Il filo conduttore di tale rimedi vuole considerare il benessere come risultato dell’armonia emotiva, spirituale e mentale. Per quanto riguarda la floriterapia abbiamo diverse possibilità a riguardo:sicuramente intervenire su una migliore gestione dello stress può aiutarci a ridurre la comparsa dello stato ansioso. Questo ovviamente vuol dire che dovremo rivedere le nostre abitudini di vita e stimolare in noi un risveglio della consapevolezza. In questo i fiori possono aiutarci a fare un grande lavoro.

Tuttavia, molto spesso l’ansia compare non soltanto a causa di una cattiva gestione della quotidianità ma anche in quanto spia di problematiche più profonde.

I(n questo caso diventa molto importante lavorare sull’autostima e sulle false aspettative che logorano la qualità del nostro vivere, soprattutto quando lo standard che ci imponiamo risulta assolutamente incompatibile con il nostro essere.

A seconda dei casi, può risultare utile rallentare i nostri tempi fin quasi a “dilatarli” e cercare nella trama sottile del nostro tessuto vitale, quelle maglie perse, che hanno seguito un’altra geometria, dissonante, ma non per questo meno significativa.

L’ansia può essere allora interpretata come una volontà, non sempre consapevole, di dare una lettura diversa alla nostra vita, al desiderio di cambiamento o di adattamento ad esigenze nuove.

E’proprio in quest’ottica che la floriterapia può esserci d’aiuto, nello scoprire quali bisogni si nascondano dietro atteggiamenti e stati d’animo apparentemente casuali . Si tratta, in realtà, di situazioni funzionali alla nostra crescita e allo sviluppo di un percorso che diversamente non potremmo individuare.

L’ansia rappresenta la possibilità, per chiunque si trovi a vivere questa condizione, di indagare rispetto al suo vissuto e alla possibile rottura di un equilibrio, che solo può portarci verso la ricerca di un nuovo status.

Sicuramente parliamo di un approccio e di una lettura diversi, più confortanti, nella misura in cui ne proponiamo un’interpretazione che avvicina lo stato ansioso ad un momento di crisi, di rottura ma anche di rinnovamento. L’emergere di emozioni nuove, dissonanti, che alterano il nostro equilibrio, favorisce la comparsa dell’ansia, ma proprio in quel momento l’attenzione si focalizza su di noi e sulla nostra volontà e/o capacità di scoprire quale meccanismo abbiamo scardinato e cosa, in realtà, stiamo cercando di comunicarci.

Ancora una volta siamo noi ad essere posti al centro dell’attenzione e la floriterapia non può che aiutarci a scoprire e a sviluppare le nostre reali potenzialità evolutive.

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