Introduzione alla floriterapia

@tommasosimona Floriterapia, News 0 Commenti

Nel compendio delle cosiddette “medicine vibrazionali” la floriterapia occupa un posto speciale per le sue singolari e sorprendenti capacità di riportare in equilibrio le disarmonie dell’anima.

Il dr Edward Bach prima e molti altri dopo di lui che hanno utilizzato sistemi floreali diversi e più evoluti hanno in comune la volontà di voler restituire ad ogni anima in cammino gli strumenti per non perdersi, nonostante mi piaccia sempre ricordare le parole del dr Bach per il quale:”…il male non è un male ma un bene altrove….”.

Ciascuno di noi può utilizzare gli elisir floreali, poiché non hanno alcun tipo di effetto collaterale e uno dei loro scopi è proprio quello di aiutarci a guardare alcuni aspetti salienti della nostra vita da una prospettiva diversa. Questo ci permette di fare valutazioni che hanno un respiro e uno spessore che non avremmo immaginato prima, poiché la loro particolare intelligenza crea una vera e propria sintonia con le nostre emozioni, tale da consentirci di fare dei cambiamenti importanti solo quando saremo pronti.
Le essenze agiscono come catalizzatori e ci aiutano a risolvere una vasta gamma di disarmonie, sviluppando le nostre capacità intuitive. La funzione principale è senz’altro quella di aiutare le persone ad entrare in contatto con il proprio io evoluto o sé superiore , che conosce lo scopo della vita di ciascuno di noi.

Il filo conduttore del pensiero di grandi guaritori, come Paracelso, Hanehmann, Bach, Steiner è il riconoscimento del benessere quale risultato dell’armonia emotiva, spirituale e mentale. A tal proposito chiamiamo in causa il concetto stesso di malattia quale manifestazione di un disagio che diventa occasione per comprendere che dobbiamo reindirizzarci verso il giusto cammino. Può essere utile , talvolta, affidarci al nostro intuito, alle nostre percezioni più intime. Proprio in quest’ottica si inseriscono le essenze floreali, che ci aiutano a prestare attenzione a queste sensazioni, rimanendo il più possibile fedeli al nostro percorso. L’attrazione delle qualità positive , insite in ciascuno di noi, ci consente di sostituire la paura con qualità che innalzano il nostro potenziale energetico e ci portano verso la “guarigione”.

Nonostante il meccanismo d’azione delle essenze non sia stato del tutto dimostrato, sono state condotte molte ricerche in proposito. Nel suo libro “Medicina vibrazionale”, il dott. Richard Gerber afferma che i disturbi emotivi e fisici si curano equilibrando i nostri corpi energetici sottili (astrale, eterico, mentale e causale), insieme alle nostre energie spirituali superiori.
Gurudas, autore di “Flower Essences”, parlando delle tre forme principali di rimedi vibrazionali (essenze floreali, omeopatici e gemmo derivati) afferma che i primi rappresentano il modo migliore per raggiungere e trattare i corpi energetici sottili insieme ai meridiani e al corpo fisico.
Gerber ricorda che Vibrazione=frequenza e che ciò che distingue la materia densa da quella sottile è data dalla frequenza alla quale vibrano.
La materia sottile ha una velocità superiore a quella della luce. Le medicine vibrazionali contenenti energia ad alta frequenza, agiscono sui corpi energetici e a livello dei canali emotivi, mentali e spirituali.

Quando un’essenza è assorbita attraverso la pelle o ingerita, viene inizialmente assimilata nella corrente sanguigna, quindi si deposita tra il sistema circolatorio e quello nervoso, per muoversi poi verso i meridiani, canali di trasmissione energetica nonché di collegamento tra il corpo sottile e quello fisico. Le essenze raggiungono i chakra e vanno a riequilibrare le eventuali carenze.
I fiori purificano l’aura e i corpi sottili affinchè gli squilibri non generino un cattivo stato di salute e preservino l’armonia globale.

Sicuramente la loro velocità d’azione è direttamente proporzionale allo sviluppo dell’autocoscienza e al lavoro personale che la persona avrà o meno fatto su di sé.
In fatti, essendo i fiori autoregolanti, la loro efficacia si mostra fin dove si è in grado di arrivare: quanto più le persone svilupperanno consapevolezza, tanto più i rimedi saranno veloci.
Sicuramente i sistemi floreali più avanzati, tra cui quello australiano e quello californiano, che comprendono un repertorio molto più vasto, si rivolgono ad una serie di problematiche non ancora così presenti all’epoca di Bach.

Disagi che riguardano la vita di coppia, la sessualità, le disarmonie animiche profonde, i problemi di dipendenza e legati allo stress della quotidianità.
Hanno modalità e tempi di assunzione diversi, per cui è bene non unire contemporaneamente sistemi che non condividono la stessa posologia. Tuttavia ciò non esclude che possano essere trattati in un secondo momento.

Il mio suggerimento è quello di rivolgersi ad un floriterapeuta quando avvertiamo che nella nostra vita si affacciano malesseri e disagi fino a quel momento sconosciuti. Sensazioni estranee al nostro sentire, che ci allontanano dalle reali e/o potenziali capacità di comprensione di noi stessi. Ignorare uno stato d’animo che non ci fa stare bene significa sottovalutare le nostre emozioni, che rappresentano un po’ le “antenne” del nostro benessere e della nostra personale evoluzione. La floriterapia è uno dei più grandi strumenti di autoanalisi nonché di scoperta e rivalutazione di sé, che tiene conto delle sue capacità autoregolanti così come del nostro enorme bagaglio karmico e animico, del quale questa vita non è che un piccolo frammento.

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