Anima e Fiore

Simona Floriterapia 0 Commenti

La Floriterapia appartiene alle cosiddette Discipline Vibrazionali, poiché i fiori entrano in risonanza con il nostro campo aurico per armonizzare eventuali squilibri energetici, che compromettono il rapporto tra l’Anima o Sé Superiore e la Personalità. Quando questo accade, si vivono stati emotivi alterati, che creano disagio e sofferenza.
Il fiore, che possiede una sua “intelligenza emotiva” vuole ristabilire un corretto equilibrio emozionale, e questo accade soltanto quando la persona è pronta ad accogliere il messaggio che il fiore stesso porta con sé.
Molti temono che l’assunzione di una composizione floreale possa rendere “dipendenti”, che una volta terminata, si possano ripresentare gli stessi disagi..
In realtà, l’acquisizione di un certo grado di consapevolezza dovrebbe essere considerata una conquista che non andrà perduta e, allo stesso tempo il lavoro di crescita personale potrà proseguire con l’aiuto di altri fiori che saranno funzionali al nostro percorso.
Non bisognerebbe mai temere l’azione del fiore, proprio perchè il suo messaggio vibrazionale sarà sempre in accordo con le nostre capacità di crescita spirituale e anche quando ciò che interpretiamo come un cambiamento potrebbe sembrarci “imposto”, in realtà sarà sempre in accordo con la volontà della nostra Anima.

Il Drenaggio

Simona News 0 Commenti

Il drenaggio è una metodica terapeutica di appannaggio tanto del mondo medico quanto degli operatori del benessere, in particolar modo naturopati ed erboristi.
Consiste nel convogliare le tossine verso l’esterno, attraverso un movimento centrifugo, che ne prevede l’espulsione, grazie all’ausilio degli organi emuntori, che necessitano, per svolgere adeguatamente la loro attività, di essere sostenuti e “alleggeriti” del carico tossiemico.
Il drenaggio andrebbe effettuato con regolarità, almeno due volte l’anno, in autunno e in primavera, in concomitanza con il cambio stagionale, salvo necessità specifiche. L‘obiettivo è proprio quello di alleggerire il carico di tossine che rischia di aumentare la comparsa o il peggioramento dei fenomeni di acidosi e infiammazione dell’organismo.
Le tossine vengono prodotte in quanto scarto di prodotti del metabolismo cellulare, ma anche attraverso un’alimentazione poco equilibrata, l’introduzione indiscriminata di alcool, farmaci, fumo e ovviamente da condizioni prolungate di stress.
Sono meccanismi che dovremmo imparare a riconoscere per cercare di limitarne i danni, per esempio correggendo uno stile alimentare scorretto, limitando l’uso di sostanze nocive e acquisendo nel tempo l’abitudine a depurarsi periodicamente.
Parlando di piante medicinali, possiamo utilizzare diverse modalità estrattive, ad esempio le capsule, i succhi concentrati, gli esratti idroalccolici o idrogliceroalcoolici, ma sicuramente la tisana risulta essere una delle migliori possibilità, in quanto veicolata dall’acqua, che ci permette di far defluire più velocemente le sostanze di scarto.
Sicuramente dovrà essere formulata in modo equilibrato, tanto da favorire il drenaggio di fegato, pelle, reni e sostenere la funzionalità delle vie urinarie, deputate allo “smaltimento” delle tossine.
Una tisana ben formulata potrebbe essere composta, ad esempio, da TARASSACO, BARDANA, CARDO MARIANO, GRAMIGNA E LIQUERIZIA.
Sono piante caratterizzate da principi attivi amari, ad eccezione delle ultime due. Indispensabili per trattare la depurazione dell’asse pelle-fegato-reni.
Hanno un’attività detossificante, diuretica, anti infiammatoria, in alcuni casi ipoglicemizzante, uricosurica,
coleretica e colagoga.
Trattandosi di parti dure, soprattutto radici, dovremo preparare un decotto, quindi dopo aver portato l’acqua ad ebollizione, aggiungeremo la droga, che sarà fatta bollire a fuoco lento, per almeno 5-6 minuti. Poi la lasceremo riposare, coperta per altrettanti minuti e quindi la potremo filtrare e bere.
Sono consigliate 2-3 tazze al giorno, per effettuare una depurazione efficace.

Il Germanio organico: un sostegno per la nostra forza vitale

Simona News 0 Commenti

Il Germanio è un minerale traccia scoperto nel 1886 dal chimico tedesco ( da cui il nome Germanium ) Clemens Wimbler ed isolato per la prima volta come Ge132 solo negli anni sessanta. Si tratta di un elemento piuttosto raro in natura, presente in certi minerali, nei tessuti animali e vegetali, in particolare, ad esempio, nella crusca di grano, nei legumi, nell’aglio ( Allium sativum ) , nell’equiseto ( equisetum arvense ), nell’aloe arborescens, nel ginseng (panax ginseng) e nel fungo reishi.

Il ruolo biologico di questo elemento è ancora poco conosciuto ed il fabbisogno giornaliero si stima tra i 0,4 e 1,5 mg ma non è ancora noto il quantitativo presente nell’organismo di questo minerale.

La forma nutrizionale di Germanio utilizzata per l’integrazione è il Germanio sesquiossido, un composto organico arricchito da carbonio, idrogeno e ossigeno. La forma naturale, inorganica, non è utilizzabile per l’integrazione in quanto tossica per l’organismo umano. Sono disponibile in commercio, sia in farmacia che erboristeria, integratori di Germanio organico sia in compresse che in forma liquida, fiale o gocce.

Numerose ricerche, negli ultimi anni, ne hanno confermato la proprietà di migliorare l’ossigenazione a livello cellulare, l’attività antiproliferativa e di potente antiossidante, la capacità di stimolare efficacemente il sistema immunitario e di favorire la rimozione dei metalli pesanti dall’organismo.

Ma vediamo, nel dettaglio, le principali proprietà:

Gli studi clinici effettuati hanno fornito buoni risultati nel trattamento di diverse malattie come l’artrite reumatoide, le allergie alimentari, l’ipercolestrerolemia, la candida, le infezioni virali ed alcune tipologie di cancro, grazie alla stimolazione della risposta immunitaria con conseguente aumento dei livelli di interferone gamma, all’attivazione delle cellule “Natural Killer” e al potenziamento dell’attività e del numero dei macrofagi.

Molto importante, in particolar modo nella patologie croniche degenerative, la proprietà del Germanio organico di “trasportatore” di molecole di ossigeno all’interno dei tessuti e delle cellule, come supporto alla funzione svolta dall’emoglobina. Alla capacità di ossigenazione della cellula ne consegue la potente attività antiossidante del Germanio organico, con l’allontanamento dei radicali liberi, che giocano un ruolo fondamentale nella malattie degenerative, nei processi di invecchiamento, nelle malattie autoimmuni e negli effetti nocivi delle radiazioni ionizzanti.

Il Germanio organico, infine, è anche in grado di favorire la rimozione dei metalli tossici dall’organismo, quali, ad esempio, il piombo, il cadmio, il mercurio.

Concludendo, L’integrazione con il Germanio, che deve essere assolutamente “organico”, poichè, ripeto,

la forma “inorganica” è molto tossica, è consigliabile e preziosa nei seguenti casi:

Coadiuvante nella terapia anti cancro: Potenziamento del sistema immunitario, riduzione degli effetti tossici dei trattamenti chemioterapici e radioterapici, sostegno nella ripresa post-operatoria, calmante/sedativo in particolare nei pazienti terminali.

Malattie cardiovascolari: miglioramento dell’utilizzo dell’ossigeno, aumento della frequenza e della contrattilità cardiaca, coadiuvante nella regolazione della pressione arteriosa, benefico per la circolazione coronarica, miglioramento della sintomatologia da mancanza di ossigeno derivante da arterie ostruite.

Immuno-modulazione: antivirale, antibatterico, antiinfammatorio, coadiuvante nel trattamento delle

malattie autoimmuni, inibizione del rilascio di istamina nelle allergie.

La caduta dei capelli

Simona News 0 Commenti

Da sempre i capelli rappresentano, nell’immaginario collettivo,  il nostro stato di salute: capelli forti, lucenti, setosi, indipendentemente dalla loro lunghezza, vengono associati ad un’alimentazione sana e bilanciata, ad una forma fisica eccellente, ad un corpo in equilibrio in tutte le sue funzioni.

Allo stesso modo, capelli eccessivamente secchi o untuosi, con forfora o prurito del cuoio capelluto, spenti e opachi, che si spezzano facilmente e cadono per lunghi periodi, ci danno da pensare!

Una delle prime domande da farsi riguarda sicuramente eventuali carenze imputabili ad un’alimentazione povera di nutrienti proteico-vitaminico-minerali o ad un malassorbimento degli stessi. In questo caso sarà bene rivolgersi ad una figura competente, per valutare con particolare attenzione l’equilibrio  del nostro ecosistema intestinale ma anche alcuni valori, ad esempio quelli ematici,  che in questo caso rappresentano delle vere e proprie spie nella valutazione complessiva dello stato di salute dei nostri capelli.

Altro fattore da tenere in considerazione è uno squilibrio di tipo ormonale, che andrà eventualmente approfondito e corretto. Ad esempio l’ alopecia androgenetica, che può presentarsi tanto negli uomini, quanto nelle donne in menopausa conclamata, viene normalmente trattata con farmaci inibenti la produzione di un ormone, il diidrotestosterone, che causerebbe la caduta dei capelli.

In ogni caso è opportuno intervenire con un’integrazione adeguata, che consenta di rallentare il fenomeno e riequilibrare la situazione.

Dal punto di vista alimentare, sicuramente non dovranno mancare sulla nostra tavola frutta e verdura di stagione, frutta secca, cereali integrali, legumi, semi oleaginosi, che garantiranno un apporto equilibrato di vitamine, sali minerali, aminoacidi e acidi grassi.

Una possibile integrazione stagionale da assumere, tra quelle normalmente proposte, prevede prodotti a base di miglio, cereale noto sin dall’antichità, ricco di nutrienti indispensabili al benessere dei nostri capelli, soprattutto per la presenza di aminoacidi solforati, ovvero contenenti zolfo (metionina e cistina)  che stabilizzano la struttura della cheratina con un legame di tipo “ponte disolfuro”, ovvero legandosi ad un altro atomo di zolfo. In tal modo avremo una cheratina più robusta, in grado di garantire al capello una maggiore elasticità, lunghezza  e resistenza.  Completano il prodotto anche alcuni estratti vegetali, quali ad esempio l’ortica, l’equiseto (piante molto ricche di sali minerali, tra cui ferro e silicio), vitamine del gruppo B e antiossidanti.

Un integratore formulato in questo modo può sicuramente fornire un supporto nutrizionale utile alla salute del capello e degli annessi cutanei ed essere considerato un valido aiuto stagionale, ma non può in alcun modo sostituire una dieta bilanciata, né il parere di un professionista in grado di indicarci eventuali accertamenti nel caso in cui, ad esempio, la caduta o altri sintomi persistessero.

Non ultimo da considerare è il fattore legato all’esaurimento psicofisico.

Infatti una condizione prolungata di tensione può alterare diversi equilibri e aumentare la produzione degli ormoni dello stress, (ad esempio il cortisolo), che oltre ad avere un’azione vasocostrittrice, accelerano la produzione di radicali liberi e quindi innescano un processo di ossidazione cellulare e di invecchiamento precoce.

In questo caso, al di là della possibile integrazione alimentare, diventa opportuno agire su questo tipo di meccanismo logorante e a lungo andare dannoso. Assumere del magnesio durante il giorno, per dare sostegno al sistema nervoso e alla muscolatura,  ma anche  alcune piante che ci aiutano a tenere sotto controllo,  ansia  ed eventi stressogeni, ad esempio il tiglio e la melissa, ma anche a modulare le nostre capacità di adattamento agli eventi stessi, come la rodiola rosea o l’eleuterococco. La natura ci mette a disposizione un corredo di piante adatte a tutelare la nostra salute e a prevenire eventuali disturbi che rischiano di cronicizzarsi esponendoci a situazioni più importanti.

Da tenere in considerazione anche alcuni suggerimenti che riguardano l’uso di detergenti appropriati: è bene utilizzare shampoo, balsamo e maschere possibilmente privi di tensioattivi chimici, parabeni e naturalmente arricchiti da burri, olii  ed estratti vegetali adatti alle diverse esigenze.

Il capello può essere lavato anche quotidianamente ma è importante utilizzare il detergente adatto e soprattutto sottoporlo il meno possibile a shock termici, come quelli causati da phon e piastre.

Consigliato in alcuni casi anche un impacco settimanale, con olio di lino, ricino, argan o mandorle dolci, per restituire al capello secco e devitalizzato un aspetto lucente e sano.

La salute dei nostri capelli, da sempre considerati simbolo di salute e bellezza, non è da considerarsi quindi una questione prettamente estetica ma passa, come ogni cosa del resto, attraverso ciò che mangiamo, che respiriamo e che elaboriamo nel nostro quotidiano vivere.

 

 

Le piante del buonumore

Simona Fitoterapia 0 Commenti

In questi ultimi anni si è avuto un aumento esponenziale dei cosiddetti “disturbi dell’umore”, che vanno dalla semplice ansia da prestazione, alla depressione conclamata. I motivi possono essere diversi: lo stress legato al lavoro, il ritmo imposto dalla vita di tutti i giorni, fino ad arrivare, soprattutto per le donne, alla difficoltà di conciliare l’impegno dell’impiego con il difficile e impegnativo ruolo di mamma. A ciò si possono aggiungere difficoltà personali più o meno gravi, che spesso riemergono e richiedono tutta la nostra attenzione.

Anche in questo caso la fitoterapia ci mette a disposizione alcune piante , considerate tonico-adattogene per i loro effetti sul sistema nervoso e sul tono dell’umore.

La Griffonia (Griffonia simplicifolia) è una pianta appartenente alla famiglia della Fabacee, che cresce perlopiù  nei territori caldo-umidi dell’Africa centro occidentale, soprattutto in Ghana, Costa d’Avorio e Togo. Se ne utilizzano i semi simili a fagioli, che giunti a maturazione assumono un caratteristico colore nerastro, pertanto la pianta è nota anche come “fagiolo africano”.

La droga utilizzata contiene un principio attivo, il 5-HTP (5-idrossitriptofano), derivato del triptofano, aminoacido considerato essenziale, poiché il nostro organismo non è in grado di produrlo, che funge da precursore della serotonina, un neurotrasmettitore, sintetizzato dal sistema nervoso e coinvolto nella regolazione dei processi sopracitati, noto anche come “ormone del buonumore”.

L’assunzione di griffonia, da sola o in associazione ad altri estratti, aumenta la quantità di serotonina nel nostro organismo, e quindi la possibilità di intervento su alcune situazioni, quali ad esempio l’insonnia, i disturbi del sonno, (interviene anche nella regolazione del ciclo sonno-veglia) stati di alterazione dell’umore associati ad ansia, melanconia, tristezza, depressioni stagionali lievi, nonché come regolatore della fame nervosa, che porta molto spesso alla ricerca di carboidrati e zuccheri.

Sicuramente, laddove sussistano problemi più importanti, ad esempio una depressione maggiore o altre patologie di natura psichiatrica, è bene rivolgersi ad un medico e non affidarsi all’autocura, sconsigliata in questi ed altri casi.

Allo stesso modo è sempre opportuno valutare l’eventuale assunzione di farmaci o integratori che possano interferire con la griffonia, ad esempio l’iperico, già utilizzato per il trattamento delle depressioni moderate. Anche questa pianta, infatti, aumenta la concentrazione di serotonina e quindi esiste la possibilità di andare incontro ad una “sindrome serotoninergica”, che comporta sudorazione, tensione, tachicardia , ecc

Altre controindicazioni riguardano possibili effetti a carico della mucosa gastrica: meteorismo, nausea e bruciore. E’ inoltre sconsigliata in gravidanza e allattamento poiché contiene caffeina.

Possiamo trovarla in commercio sotto forma di estratto secco in compresse o capsule. Il dosaggio varia normalmente a seconda della concentrazione ma è opportuno distribuirlo in due volte.

Altra pianta di notevole efficacia è la Rodiola (Rodiola Rosea), appartenente alla famiglia delle Crassulaceae, nota per le sue proprietà tonico-adattogene.

La pianta è alta dai 5 ai 35 cm e i suoi fusti nascono da un rizoma molto robusto, utilizzato come droga.

I fiori hanno colori molto accesi  e un profumo caratteristico che ricorda quello della rosa

Cresce per lo più su suoli rocciosi e freddi ad altitudini molto elevate (3000-5000 m.), nel nord Europa (Lapponia e Scandinavia) ma anche nel nord America (Alaska) sulle Alpi e sui Pirenei.

Tra le sue proprietà ricordiamo soprattutto quelle adattogene e antistress, che agiscono sulla concentrazione e sulla memoria, in virtù della presenza di 2 glicosidi: il  salidroside, che aumenta la qualità della prestazione lavorativa ma anche il rendimento, e la rosavidina, chimicamente simile al principio attivo dell’eleuterococco, altra pianta nota per le sue proprietà stimolanti e adattogene.

La rodiola, inoltre, stimola il rilascio di endorfine e per questo motivo è una delle piante più utilizzate in caso di stress prolungati e intensi, ma anche di insonnia e ansia diffusa.

Inoltre aiuta la metabolizzazione e la combustione dei grassi ma agisce soprattutto sulla fame nervosa, poiché aumenta la produzione di serotonina, (che, come abbiamo avuto modo di vedere, attenua i toni della fame) e quella di dopamina, che trasmette al SNC un senso di sazietà.

Anche dal punto di vista ormonale può essere utilizzata da sola o in associazione ad altre piante, per correggere disturbi legati al ciclo mestruale (amenorrea) soprattutto se dettati da stress, e di prestazione sessuale e funzionalità erettile nell’uomo.

Si può assumere l’estratto secco, sempre in capsule o compresse, preferibilmente al mattino e nel primo pomeriggio.

Le controindicazioni riguardano l’ipertensione e i disturbi cardiaci, poiché può facilitare in alcuni soggetti la comparsa di ansia e nervosismo.

Sicuramente entrambe le piante rappresentano una buona soluzione al problema dell’ansia, dello stress e di eventuali problemi correlati. Tuttavia, qualora si volesse approfondirne l’origine, è sempre opportuno rivolgersi ad un esperto e utilizzare anche altri sistemi di indagine, comunque compatibili con i fitoestratti.

La fitoterapia nei dolori articolari

Simona Fitoterapia 0 Commenti

Il dolore articolare è uno dei sintomi più diffusi nella popolazione, soprattutto nei soggetti anziani ma che, negli ultimi tempi, si manifesta anche nelle fasce più giovani di età a causa di stili di vita non corretti.

Braccia, mani, gambe, nessuna articolazione è risparmiata dalla sintomatologia dolorosa che non rappresenta di per se una vera e propria patologia ma può comunque essere interpretata come un segnale importante di “qualcosa che non va“, da non sottovalutare.

Le strutture osteo-articolari possono infiammarsi se sottoposte a cambiamenti climatici repentini, intensa e prolungata attività sportiva, obesità e sovrappeso, sedentarietà, stress meccanico, alcune malattie ( come gli squilibri ormonali) e traumi.

Tra le patologie osteoarticolari più frequenti che possono provocare dolore articolare troviamo:

L’artrosi: con l’età che avanza, le articolazioni vanno incontro a problemi legati all’usura e alla degenerazione delle strutture articolari, con dolore e limitazione del movimento. L’artrosi può colpire schiena, anca, ginocchio, spalla, caviglia, piede e più raramente il polso e le mani.

malattie reumatiche: possono essere suddivise in malattie reumatiche intra-articolari se riguardano cartilagine, membrana sinoviale, capsula sinoviale ed extra-articolari se coinvolgono tendini, legamenti e fasci muscolari.

artrite reumatoide: malattia autoimmune che può colpire anche in età relativamente giovane e la cui diffusione è in aumento. Può coinvolgere tutto l’apparato osteoarticolare ed essere molto dolorosa.

Tutte queste patologie possono essere affrontate , senza dover ricorrere ai FANS con i loro famigerati effetti collaterali, con successo utilizzando la fitoterapia che ci permette di agire sia sulla sintomatologia dolorosa, sia direttamente sulla degenerazione dei tessuti.

Tra le piante più efficaci troviamo:

Boswellia ( Boswellia serrata): uno dei più potenti antinfiammatori naturali specifico per le infiammazioni e i dolori osteoarticolari che, grazie agli acidi boswellici, inibisce un enzima responsabile della degradazione della cartilagine articolare. E’ consigliabile assumere la Boswellia in estratto secco, capsule o compresse.

Artiglio del diavolo ( Harpagophytum procumbens): forse la più conosciuta tra le piante ad attività antinfiammatoria e antidolorifica. La radice viene utilizzata da moltissimo tempo per combattere artriti, artrosi, reumatismi, mal di schiena, tendiniti, dolori articolari di tipo autoimmune. Disponibile in compresse, o capsule, in estratto secco titolato.

Arnica ( Arnica montana): usata da secoli nella preparazione di creme, pomate e gel per uso esterno e in omeopatia, (compresse o granuli )per uso interno, con proprietà antinfiammatoria e antiedemigena. Poichè la pianta ha una sua tossicità, non la si utilizza nella preparazione di prodotti fitoterapici ma esclusivamente nei medicinali omeopatici, che hanno un’ottima efficacia.

Uncaria(Uncaria tomentosa): è originaria dell’America centrale, si utilizza la corteccia che ha una potente attività antinfiammatoria, antidolorifica e immunostimolante. Agisce infatti direttamente sulla sintesi dei mediatori dell’infiammazione. Molto utile nel trattamento della sintomatologia dolorosa dell’artrosi e delle malattie reumatiche. Si assume generalmente in estratto secco.

Spirea ( spirea ulmaria): ha un contenuto in acido acetilsalicilico e può essere considerata un’aspirina naturale con un’azione gastroirritante nettamente inferiore a quella dell’acido acetilsalicilico di derivazione chimica. Può essere utilizzata in tutti gli stati dolorosi come il mal di testa e i dolori articolari. E’ consigliabile assumerla in estratto secco oppure in soluzione idroalcolica.

Sono disponibili in commercio integratori che contengono una sinergia di estratti secchi delle piante sopra menzionate e che permettono quindi di beneficiare contemporaneamente di tutte le proprietà delle erbe medicinali che compongono il prodotto.

Nel caso in cui si preferisca intervenire, oltre che sull’infiammazione, anche sulla rigenerazione dei tessuti colpiti, compiendo quindi un lavoro più profondo sulle cause che hanno determinato la patologia, è possibile utilizzare la gemmoterapia. Attraverso l’utilizzo di integratori ottenuti dalla macerazione delle gemme, in una soluzione idrogliceroalcolica, riusciamo ad ottenere un fitoterapico che ha un’affinità elettiva con il trofismo dei tessuti in questione. Di seguito una breve esposizione dei macerati glicerici maggiormente utilizzati:

Ribes nigrum ( Ribes nero ) macerato glicerico: ottenuto mediante macerazione delle gemme fresche di ribes nero in soluzione idrogliceroalcolica, ha una potente attività “cortison like”, antinfiammatoria e antidolorifica oltre che efficace antiallergico, da utilizzare in tutti i casi in cui sia presente un’infiammazione, senza effetti collaterali.

Pinus montana ( Pino montano ) macerato glicerico: ottenuto dalla macerazione delle gemme fresche di pino montano, è un antinfiammatorio della cartilagine articolare e un rigeneratore del tessuto osseo.

Ampelopsis veitchii ( Vite canadese ) macerato glicerico: ottenuto dalla macerazione dei giovani getti di Ampelopsis veitchii in soluzione idrogliceroalcolica, la cui somministrazione è utile nelle sindromi infiammatorie a localizzazione articolare, periarticolare e sinoviale.

Anche in questo caso, è possibile somministrare contemporaneamente, con una adeguata posologia, più macerati glicerici al fine di ottimizzarne il beneficio.

Dal punto di vista nutrizionale, per combattere l’infiammazione e la degenerazione dei tessuti, è consigliabile alcalinizzare l’organismo attraverso un’alimentazione basificante come, ad esempio, quella vegetariana o comunque, con un ridotto introito di proteine animali che hanno un azione acidificante sull’organismo.

Anche lo stile di vita è un fattore importante da considerare nello sviluppo delle patologie osteoarticolari: lo stress, la sedentarietà, gli sforzi prolungati e, non ultimi, alcuni atteggiamenti mentali ed emozionali, possono giocare un ruolo fondamentale in tal senso. Come sempre, quindi, il benessere in senso lato comprende molti aspetti della nostra vita che vanno considerati nella loro debita importanza!

 

Curare l’insonnia con la fitoterapia

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L’insonnia è sicuramente una delle maggiori cause di stress della vita moderna e può compromettere gravemente sia la qualità della vita sia, nel tempo, anche la nostra salute.

C’è chi fatica ad addormentarsi, chi ha un riposo frammentato e chi proprio non riesce a dormire più di poche ore per notte, a causa di pensieri e preoccupazioni che tormentano il malcapitato insonne fino al mattino.

Spossatezza, nervosismo, mancanza di concentrazione sono alcuni dei sintomi di chi soffre di insonnia e, non a caso, le prescrizioni di farmaci ipnoinducenti e ansiolitici sono aumentate vertiginosamente negli ultimi anni, segno evidente del peggioramento continuo della qualità della vita.

Il sonno è un importante momento di rigenerazione per l’organismo e necessario per mantenersi in salute e rappresenta uno degli indicatori principali per valutare il benessere della persona.

Vivere una quotidianità fatta di stress, ansie e tensioni e credere di potersi giovare di un riposo ristoratore è spesso una pia illusione. La qualità del sonno sarà direttamente proporzionale alla qualità della nostra vita.

La fitoterapia può esserci di grande aiuto nell’insonnia, grazie a numerose piante ad attività rilassante e ipnoinducente.

La Passiflora ( Passiflora incarnata), le cui parti aeree contengono alcaloidi, flavonoidi, fitosteroli, acidi fenoli e cumarine, svolge importanti azioni sul sistema nervoso centrale, sedative ed ansiolitiche, particolarmente efficace nel combattere l’insonnia poichè stimolano un sonno fisiologico, senza generare senso di intorpidimento al risveglio.

L’Escolzia (Escholtia californica) contiene, nelle sue parti aeree, diversi alcaloidi, flavonoidi, carotenoidi e fitosteroli ma la sua azione spiccatamente ipnoinducente, è

dovuta ad un alcoloide in particolare, la protopina che agisce riducendo l’attività delle cellule della corteccia cerebrale, molto utile nell’ansia. L’attività della pianta, inoltre, riduce il tempo di addormentamento, migliorando anche la qualità del sonno.

La Valeriana ( Valeriana officinalis) dall’inconfondibile odore sgradevole, la cui radice è molto conosciutà per le sue proprietà sedative e favorenti la comparsa del sonno, deve la sua attività alla presenza di olii essenziali, flavonoidi ed alcuni alcaloidi. In particolare, un alcaloide è responsabile dell’inibizione di un mediatore chimico (GABA) responsabile nella regolazione dell’eccitabilità neuronale in tutto il sistema nervoso.

Queste piante medicinali, possono essere assunte, da sole oppure in associazione tra loro per una migliore sinergia, sia in tisana, in soluzione idroalcolica o in estratto secco ( capsule o compresse ), con una posologia variabile in base all’intensità del disturbo.

L’integrazione di magnesio, coinvolto anch’esso nei processi legati al riposo, è importante perchè contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso, soprattutto in caso di stress prolungato.

Anche l’aromaterapia può essere molto utile per creare un ambiente favorevole al sonno, attraverso la stimolazione olfattiva del sistema nervoso. E’ possibile inserire in un brucia-essenze, o in un diffusore, alcune gocce di un olio essenziale dalle proprietà rilassanti come, ad esempio, Lavanda, Arancio amaro, Mandarino, Sandalo.

In tutti quei casi in cui il riposo notturno è compromesso fortemente da stati emotivi legati all’ansia o ad emozioni particolarmente importanti, è consigliabile il ricorso alla Floriterapia che potrà aiutare la persona a ritrovare la serenità necessaria.

L’Alga Spirulina

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L’alga Spirulina  ( Spirulina Maxima, Spirulina  Platensis)

 

 

La spirulina è una microalga unicellulare diffusa nelle acque salmastre di zone tropicali e sub tropicali, dove gode del ph  idrico alcalino che la caratterizza. Il nome deriva dalla sua forma, che ricorda quella di una spirale.

Nonostante rientri nella categoria delle alghe azzurre, la spirulina è di colore verde scuro, a causa della presenza di clorofilla, fitopigmento presente naturalmente nelle piante e anche nell’alga stessa. La clorofilla ha una struttura simile alla nostra emoglobina (il ferro, però, è sostituito dal magnesio) e possiamo trovarla sotto forma di integratore ma anche in molti alimenti vegetali. La sua assunzione è considerata utile per l’intestino, poiché aiuta a riequilibrarne la flora batterica. Sostiene il nostro organismo nell’eliminazione delle tossine e le viene anche riconosciuta un’azione antiossidante.

Purifica il sangue, regola il colesterolo, sostiene la funzionalità del fegato, stimola il metabolismo e il nostro organismo nell’utilizzare l’energia disponibile e ne migliora la resistenza allo stress.

In virtù della sua azione depurativa può essere assunta anche quando ci si trova in presenza di odori sgradevoli, accompagnati da sudorazione eccessiva.

Viene considerata utile nel trattamento dell’anemia, (poichè aiuta i globuli rossi a trasportare il ferro verso gli organi),e delle dismenorree, facilita l’assorbimento del calcio e il trattamento di disturbi gastrocolici.

La clorofilla è considerata un integratore molto importante anche per gli sportivi, poichè la sua ricchezza di magnesio previene crampi e indolenzimenti muscolari, migliora il lavoro del cuore  e previene l’ipertensione.

Altro importantissimo pigmento della spirulina è la ficocianina,  un fitonutriente proteico, responsabile della componente cromatica azzurra dell’alga. Notevole è il sostegno dato al sistema immunitario: la ficocianina, infatti, promuove il rafforzamento della membrana cellulare, aumentando la protezione delle cellule dagli attacchi esterni. Le viene riconosciute anche una potente azione anti infiammatoria ed antiossidante.

Dal punto di vista nutrizionale la spirulina è particolarmente ricca di proteine (soprattutto del gruppo B) di alta qualità e altamente digeribili, di aminoacidi essenziali e lipidi. Gli acidi grassi in essa contenuti sono in grado di normalizzare i livelli di colesterolo nel sangue, e partecipare alla formazione delle guaine mieliniche  che rivestono i nervi , prevenendo quindi lo sviluppo di molte patologie degenerative, poiché hanno anche una notevole attività anti infiammatoria.

Presenta anche un buon tenore di minerali, tra i quali non rientra lo iodio, presente invece nelle altre alghe marine (fucus e laminaria per esempio) ma anche di oligoelementi in forma organica e quindi meglio assimilabili.

Inoltre ha un buon contenuto di vitamina E e carotenoidi, che le conferiscono una notevole proprietà antiossidante , oltre a farne un prodotto di grande pregio per la bellezza di capelli e pelle, anche prima dell’esposizione al sole.

Oggi la spirulina gode di grande prestigio soprattutto tra chi pratica sport (non soltanto a livello agonistico), ma anche tra i vegetariani, i vegani, e tra quanti desiderano raggiungere il loro peso forma.

Per quanto riguarda i primi, molto utile è l’elevato contenuto di biotina e ferridossina, che inibiscono la produzione di acido lattico, ma anche il buon tenore di magnesio, che limita la comparsa di crampi muscolari e colma le eventuali carenze dovute al dispendio energetico. Inoltre gli sportivi possono godere anche del notevole apporto di nutrienti.

L’elevato contenuto proteico  e la ricchezza di aminoacidi essenziali la rende particolarmente utile a chi segue un regime dietetico controllato ma anche a chi osserva una dieta vegana, naturalmente povera di proteine.

Le proteine della spirulina, infatti, hanno una percentuale di biodisponibilità elevatissima, superiore a quella della soia, del latte, della carne, del formaggio e seconda solo al tuorlo d’uovo.

Presenta anche un notevole effetto sul controllo dell’appetito e della fame nervosa, soprattutto se assunta prima dei pasti, in virtù del suo tenore nutrizionale  e del contenuto di magnesio e fenilalanina, che stimola il senso di sazietà.

 

Quindi, possiamo consigliare la spirulina…

A chi conduce una vita attiva

A chi non segue un’alimentazione equilibrata

A chi mangia poca verdura

A chi eccede con alimenti grassi e squilibrati

A chi segue una dieta ipocalorica dimagrante

A chi vuole mantenere elevata la propria produttività

Agli sportivi ma anche durante la gravidanza e l’allattamento

Come supporto nutrizionale per i bambini

Come complemento alimentare per gli anziani

Per vegetariani e vegani (ottima fonte di vitamina B12)

E questo perché….

Aumenta la resistenza fisica ed intellettuale

Migliora l’attività nel lavoro, sport e studio

Permette di recuperare più velocemente durante la convalescenza

Aiuta durante la menopausa e i periodi mestruali

Integra la dieta alimentare durante e dopo la gravidanza

Rinforza il sistema immunitario

Valido supporto nelle anemie

Depura e disintossica l’organismo, ideale per vegetariani

Ha effetti benefici sull’integrità della pelle e dei capelli

 

 

Buona spirulina a tutti! A presto!

 

 

Autunno: tempo di trasformazione e depurazione

Simona Fitoterapia, News 0 Commenti

Autunno: tempo di trasformazione e depurazione

 

Siamo entrati nella stagione autunnale e la Natura, intorno a noi, sembra disfarsi di tutto ciò che è superfluo: gli alberi lasciano cadere le foglie ormai ingiallite, ricoprendo il suolo di un tappeto dalle tinte calde e bellissime, la vegetazione subisce un’involuzione, i colori diventano meno brillanti e vivaci e la Terra si prepara ad un apparente riposo invernale, durante il quale si verifica la “trasformazione” che porterà la Natura ad una rigenerazione.

Assieme al ciclo involutivo possiamo osservare anche l’accorciarsi delle giornate, l’aumento via via crescente di piogge e temporali, la diminuzione della temperatura, la luminosità che diventa meno intensa e, soprattutto in alcune zone, l’arrivo delle prime nebbie.

Si chiude un ciclo e se ne apre un altro; come all’ esterno, così all’interno di noi avvengono delle trasformazioni: il nostro corpo si predispone a “lasciar andare” tutte le tossine accumulate nel periodo estivo e ciò che non ci è più utile. E’ importante sostenere naturalmente questo processo dell’ organismo senza forzarlo, rispettando i suoi equilibri, depurandolo dalle tossine accumulate che, a lungo andare potrebbero compromettere il funzionamento di organi e apparati, come ad esempio il sistema immunitario.

E’ necessario agire sugli organi deputati alla depurazione ( fegato, reni, intestino, pelle) per sostenerli nel processo di eliminazione e drenaggio delle tossine che possono derivare da un utilizzo di farmaci, da un’ alimentazione non corretta, da sostanze tossiche provenienti da inquinamento dell’acqua e dell’aria, in particolar modo metalli pesanti.

Enormi sono i benefici che l’organismo ricava dalla depurazione: la nostra energia vitale aumenta considerevolmente, migliora l’umore, le infiammazioni diminuiscono, il sistema immunitario diviene più efficace, preveniamo l’insorgere di molte malattie come eczemi, emicranie, dolori articolari ma anche sindromi influenzali, raffreddori e bronchiti.

 

Per questo motivo è importante effettuare, almeno due volte l’anno ( autunno e primavera), un ciclo di depurazione-drenaggio, poiché, in questo modo, riusciamo a mantenere l’organismo “pulito” dalle tossine, in armonia con le fasi della Natura, che ci offre un grande aiuto fornendoci delle piante adatte allo scopo.

Tra quelle consigliate per la depurazione stagionale troviamo l’Aloe vera, il cui succo, grazie ai mucopolisaccaridi in esso contenuti, ha proprietà depurative su tutti gli organi emuntori, attività antinfiammatoria sui tessuti ( anche le mucose gastro-intestinali), attività immunostimolante e favorente la rigenerazione cellulare. Successivamente ad un suo periodo di assunzione, si consiglia di rinnovare anche la flora batterica intestinale attraverso l’integrazione con fermenti lattici, che hanno l’importante compito di favorire l’assorbimento delle sostanze nutritive, migliorare il transito intestinale ed aumentare l’efficacia del sistema immunitario, poiché l’ecosistema di batteri che costituisce la nostra flora batterica rappresenta il 70% delle nostre difese immunitarie.

Il Tarassaco è un’altra pianta fondamentale per il drenaggio. La sua radice ha importanti proprietà depurative sia del fegato ma anche dell’emuntorio renale e dell’intestino. La pianta in questione stimola sia la produzione che l’escrezione della bile, depurando l’epatocita grazie ai flavonoidi  in essa contenuti. Ha inoltre proprietà digestive, grazie alla stimolazione dei succhi gastrici e al contenuto di fibre che ne aumentano la motilità intestinale.

La pianta “epatica” per eccellenza è il Cardo Mariano, di cui si utilizza il frutto, molto interessante dal punto di vista fitoterapico, per il suo alto contenuto in Silimarina, nota da tempo per le sue proprietà epatoprotettrici.  Fondamentale nel trattamento di patologie degenerative del fegato, come cirrosi, epatite C, sofferenze epatiche causate dall’abuso di alcool o farmaci e, in ogni caso, come stimolante la rigenerazione della cellula epatica.

La Bardana, altra pianta ben nota per le sue proprietà sin dall’antichità, può essere associata alle precedenti, con le quali entra in sinergia perfetta per la sua attività depurativa e diuretica della radice, che ha anche una significativa proprietà ipoglicemizzante e una nota azione depurativa a carico dell’emuntorio pelle.

Per un efficace trattamento di drenaggio delle tossine, è consigliabile effettuare un decotto miscelando insieme, in parti uguali, le erbe officinali sopra descritte, aggiungendo anche una quarta pianta, la Gramigna, conosciuta da tempo, e che ben si abbina all’azione delle precedenti e di cui si utilizza il rizoma, per le sue proprietà diuretiche, depurative e blandamente antisettiche, utili anche in caso di cistite.

 

Almeno un paio di tazze al giorno del decotto così composto, da assumere a digiuno, per un periodo di tempo di tre settimane, può rappresentare un ciclo di depurazione stagionale, ovviamente nei casi dove non siano presenti problematiche più importanti.

Per favorire il drenaggio è importante anche consumare molta frutta e verdura di stagione, sia cruda che cotta, alimentarsi con una dieta tendente al vegetarianesimo, che ci aiuterà ad alcalinizzare l’organismo, bere molta acqua oligominerale e svolgere una moderata attività fisica, come ad esempio passeggiare quotidianamente, a ritmo sostenuto, in parchi o zone verdeggianti, impegnandoci anche a respirare profondamente.

Nel contesto di una visione “olistica”, non possiamo, infine, trascurare il ruolo svolto dalle emozioni nell’equilibrio della nostra salute.

Attraverso la floriterapia è possibile fare un vero e proprio “drenaggio emozionale” che ci consente di lavorare su situazioni e stati d’animo che , se non gestiti correttamente, possono rivelarsi dannosi per il nostro equilibrio.

In conclusione possiamo sicuramente affermare che la depurazione ha un suo senso ben preciso e che coinvolge la persona interessata a trecentosessanta gradi, senza trascurare nessun aspetto della sua vita, dall’alimentazione, all’igiene personale, dall’integrazione con i fitoterapici fino al raggiungimento di una consapevolezza più profonda del proprio vivere.

 

 

 

 

 

I fiori nel momento del bisogno…

Simona Floriterapia, News 0 Commenti

Ci sono momenti della nostra vita che ricordiamo meglio di altri, e non sempre sono i migliori; talvolta molto eloquenti nel volerci comunicare il bisogno o forse la necessità di dover essere forti, coraggiosi, di avere tempismo, di mostrare audacia.

Viviamo un momento storico di grande accelerazione, dove il tempo sembra non bastare mai a soddisfare le richieste di tutti e dove il senso di inadeguatezza serpeggia costantemente.

In un contesto di questo tipo può accadere di non sentirsi adeguati, di perdere facilmente la fiducia in se stessi, fino a scivolare in uno stato di prostrazione che nel peggiore dei casi può portarci a perdere di vista gli obiettivi più importanti ma soprattutto a dimenticarci di noi.

In realtà questo accade perché ogni giorno siamo spinti sempre più a soddisfare richieste di prima necessità e, come il criceto nella ruota, il nostro unico obiettivo rimane quello di continuare a girare vorticosamente in quello che diventa un alienante circuito senza uscita, sempre uguale a se stesso, che ci porta distante dal centro e quindi dal nostro percorso di vita, appesi alle altrui aspettative.

Quando l’anima si allontana dal suo cammino iniziano i problemi…se è vero che il valore dell’esperienza acquista spessore durante la crescita dell’essere umano, è altrettanto vero che bisogna dare un senso al nostro“viaggio”, affinchè si acquisisca una vera e propria elevazione spirituale, anche attraverso quegli incidenti di percorso, come la malattia per esempio, che ad una lettura più attenta possono rappresentare un’occasione di crescita e non soltanto una disgrazia della quale siamo stati vittima.

Il più grande tradimento verso noi stessi avviene quando ci dimentichiamo dei nostri desideri, bisogni, aspirazioni; quando ci rendiamo conto che se riusciamo “a sopportare ancora un po’…” vedremo i risultati.

Di quali risultati stiamo parlando in realtà?

Quale prezzo dobbiamo scontare per considerarci appagati?

Spesso, in questo contesto, anche il corpo ci invia dei segnali, nella speranza che possiamo capire quale strada prendere, quale percorso seguire, in alternativa a quello scelto.

Per esempio, possono sopraggiungere problemi articolari, rigidità, mal di testa, senso di gonfiore e pesantezza, disturbi del sonno e soprattutto dell’umore. Ecco allora fare capolino la malinconia, la facilità al pianto, un senso di apatia e rassegnazione che non riusciamo a scrollarci di dosso, fino ad arrivare a disturbi più seri e preoccupanti, per i quali si rende necessario l’intervento di uno specialista.

Forse abbiamo smesso di pensare a tutto quello che vorremmo o che avremmo voluto fare, per lasciare il posto a quello che ogni giorno si deve portare a termine. E questo ci allontana dalla nostra strada, dal percorso che l’anima è stata chiamata a compiere. Questo disallineamento tra l’Io superiore e la personalità, frutto di sovrastrutture familiari e culturali, ci distoglie dal fulcro dell’esperienza animica.

E’ in questo contesto che le essenze floreali giocano un ruolo determinante, dal momento che il loro compito è soprattutto quello di ristabilire una corretta comunicazione tra l’anima e la personalità, riequilibrando le disarmonie prodotte da una distorsione energetica.

Nella floriterapia australiana possiamo usare a questo proposito un fiore molto significativo, il Waratah, (Telopea Speciosissima) che dona una grande energia vitale e aiuta a ritrovare serenità e bilanciamento. Rientra anche nella composizione della miscela Emergency, rimedio di pronto soccorso, in grado di fornire un valido supporto e una centratura energetica.

Aiuta ad avere coraggio e forza o ad alzarne il livello, qualora ce ne fosse bisogno. Possiede un’efficacia immediata e per questo è bene utilizzarla per periodi brevi, poiché il rimedio è indicato soprattutto per questione che necessitano di una risoluzione veloce. E’ di grande aiuto per tutti coloro che hanno sperimentato una disperazione profonda e che in questo modo  hanno ritrovato il coraggio di andare avanti.

Può essere utilizzato anche a  seguito di un trauma importante o di situazioni che non sono state correttamente elaborate e hanno quindi lasciato sedimentare emozioni che nel tempo hanno prodotto stati d’animo pesanti e difficili da gestire.

Waratah è indicato per quella che in floriterapia viene chiamata “la notte buia dell’anima”, quando ci si sente disperati, sfiduciati, incapaci di trovare il coraggio per andare avanti e fare delle scelte importanti e significative per noi. Utile anche quando ci si sente prosciugati o energeticamente esausti, e per questo non si riesce a vedere le cose con sufficiente chiarezza e distacco. In questi casi è necessario recuperare l’obiettività a necessaria per fare delle scelte sane e compatibili con la nostra anima, ma per fare questo bisogna innanzitutto equilibrare l’energia di cui disponiamo.

Waratah può essere assunto per periodi non troppo lunghi; il tempo necessario a ristabilire un equilibrio tale da permetterci di fare un percorso più mirato, al fine di ricercare il motivo del nostro malessere.

Ristabilire una “centratura”è infatti il primo passo per poter iniziare un percorso floriterapico che ci consenta di arrivare al cuore del problema.

Nella floriterapia di Bach, possiamo utilizzare Sweet Chestnut (Castanea sativa), collegato al principio della liberazione.

Il dr Bach lo descriveva come il fiore “per lo stato interiore di sofferenza”, in cui sembrava essere minacciata l’esistenza stessa dell’anima.

Riguarda tutti coloro che sentono di aver raggiunto i limiti estremi di sopportazione e non sanno più come andare avanti, talvolta convincendosi che non può esistere una via d’uscita. Sicuramente il potenziale negativo del fiore rappresenta la condizione spirituale più drammatica per l’individuo, che non sa più cosa fare poiché la sofferenza supera ogni capacità di umana tolleranza.

Per questo motivo Sweet Chestnut“impone” frequentemente cambiamenti decisivi e sostiene la persona nell’affrontare situazioni annose e abbandonare quelle strutture ormai riconosciute come deleterie, per far posto al nuovo.

A questo senso di smarrimento dovrà imparare a cedere, poiché soltanto da questo potrà rinascere.

Sweet chestnut aiuta a fare un vero e proprio salto quantico, nel momento di massima tensione spirituale, evitando che la persona crolli definitivamente, sotto il peso di emozioni laceranti e mai condivise. E in questo caso parliamo proprio di un’intensità non comune, al di sopra della media.

Ritengo per questo, che lavorare sulla propria persona in modo consapevole e con l’aiuto di un valido floriterapeuta possa condurci per mano a scoprire parti di noi che mai avremmo pensato di conoscere e che sole possono offrirci la chiave di lettura adatta per accedere alla comprensione della nostra vita.